Terre Tollesi o Tullum DOCG

La DOCG Terre Tollesi (anche conosciuta come Tullum) è una delle DOCG di più recente istituzione, essendo stata creata nel 2019 a partire dalla già esistente DOC. La piccola zona della denominazione circonda Tollo, una piccola città collinare a 5 km dalla costa adriatica. Il fiume Pescara, il cui corso determina la maggior parte delle collocazioni e delle caratteristiche dei distretti vinicoli dell’Abruzzo, si trova poco più a nord. La città di Chieti è il comune di vino più vicino a Tollo e si trova sulle rive meridionali di questo fiume (vedi anche Terre di Chieti IGT). I vigneti coprono buona parte del terreno intorno alla città, disposti sulle verdi colline ondulate e ricoperte di foreste che si insinuano verso la costa. La più parte delle viti sono allevate a pergola abruzzese o a tendone, più limitatamente a guyot o spalliera. La Terre Tollesi o Tullum DOCG  comprende quattro tipologie di vino, due bianchi, basati sui vitigni autoctoni Passerina e Pecorino, due rossi (uno di base e uno riserva) entrambi basati sul vitigno Montepulciano e uno spumante bianco, elaborato sulla base del vitigno Chardonnay (min.60%), alla composizione del quale possono anche concorrere altri vitigni a bacca bianca autorizzati per la coltivazione nella regione Abruzzo. Lo Chardonnay è diffuso a Tollo come in altre zone d’Italia, ma qui il suo utilizzo è limitato alla spumantizzazione. Il Rosso Riserva deve essere sottoposto ad un periodo di invecchiamento di almeno 2 anni, di cui almeno 6 mesi in legno. Dal punto di vista organolettico, i vini rossi presentano un colore rubino intenso, con lievi sfumature violacee, colore che tende al granato con l’invecchiamento. Il loro bouquet di profumi tipico è quello dei frutti rossi, del vegetale e delle spezie. Al palato il sapore è secco, giustamente tannico, con una buona struttura che conferisce al vino armonia ed eleganza. I vini bianchi sono di colore giallo paglierino tenue, con sentori floreali e fruttati, intensi, freschi e piacevoli e rispondono pienamente ai caratteri tipici e peculiari della varietà.

 

Nizza DOCG

L’area di produzione della Nizza DOCG comprende 18 comuni della Provincia di Asti, limitrofi al comune di Nizza Monferrato, nella zona tradizionale e di elezione per la coltivazione del vitigno Barbera. Qui vi sono colline poco elevate, comprese per lo più tra i 150 e i 400 metri di altitudine. Il clima è temperato, poco ventoso e con una piovosità annuale media intorno ai 700 millimetri. Il vitigno Barbera, interessato dai vini della denominazione, è esigente in radiazione solare ed occupa normalmente i versanti meglio esposti (sud-est e ovest) con esclusione dei fondovalle. Sebbene diffuso in tutto il Piemonte meridionale il vitigno Barbera è storicamente da sempre coltivato in questa zona. Il Nizza DOCG rappresenta pertanto la tipologia di vino di maggior pregio di quest’area ed i vigneti, coltivati nelle migliori posizioni, esprimono al meglio le potenzialità dell’uva Barbera.

Vino Nobile di Montepulciano DOCG

La zona del Vino Nobile ricade interamente nel comune di Montepulciano, in provincia di Siena. Tutto il territorio adibito alla produzione del Vino Nobile di Montepulciano è compreso nell’area collinare da 250 a 600 metri di altitudine. La denominazione Vino Nobile di Montepulciano DOCG è riservata ai vini rosso e rosso riserva, ottenuti a partire da uve del vitigno Sangiovese (chiamato in zona Prugnolo gentile) per almeno il 70% e per max. 30% di uve di vitigni a bacca nera e a bacca bianca (max.5%) esclusi i vitigni aromatici ad eccezione della Malvasia Bianca Lunga. Tra i vitigni complementari sono state nel tempo individuate diverse varietà ad uva nera, sia autoctoni (Canaiolo nero, Mammolo) che internazionali, in grado di esaltare le potenzialità del territorio e del vitigno base. Il Vino Nobile di Montepulciano DOCG deve essere sottoposto ad un periodo di affinamento di almeno due anni, dei quali almeno uno in recipienti di legno. Il Vino Nobile di Montepulciano riserva DOCG deve essere sottoposto ad un periodo di affinamento di almeno tre anni di cui min. uno in recipienti di legno e 6 mesi di in bottiglia. Il Vino Nobile di Montepulciano DOCG si presenta di colore rosso rubino intenso, tendente al granato con l’invecchiamento. Ha un profumo intenso ed a volte etereo, con caratteristiche note fruttate di amarena, floreali di viola) e speziate. Al palato è molto strutturato, equilibrato ed elegante, con una tannicità piuttosto marcata che contribuisce alla buona longevità del vino.

Vernaccia di Serrapetrona DOCG

La zona della denominazione Vernaccia di Serrapetrona DOCG comprende il territorio del comune di Serrapetrona e in parte quello dei comuni di Belforte del Chienti e di San Severino Marche, in provincia di Macerata, nelle Marche. La denominazione Vernaccia di Serrapetrona DOCG è riservata al vino spumante ottenuto da uve del vitigno Vernaccia nera per almeno l’85%. La spumantizzazione della Vernaccia di Serrapetrona DOCG segue un procedimento unico nel suo genere, che comporta tre differenti fermentazioni. Subito dopo la raccolta delle uve, viene effettuata la prima fermentazione del vino base. Una parte delle uve viene messa ad appassire fino a gennaio, quando viene infine pigiata ed il mosto ottenuto aggiunto al vino base di cui sopra. Parte così la seconda fermentazione alcolica, più lenta, e dopo due mesi essa termina lasciando spazio al processo di maturazione che riduce la presenza di acidi e tannini attraverso la precipitazione tartarica e la fermentazione malolattica. Il vino così ottenuto è poi portato in autoclave e, con l’aggiunta di zuccheri e lieviti avviene la terza fermentazione con trattenimento della CO2 disciolta nel vino, ossia la cosiddetta “presa di spuma”, con il metodo “charmat”. Il vino, a 5 atmosfere di sovrapressione diviene così divenuto dopo altri 2 mesi lo spumante Vernaccia di Serrapetrona DOCG. A seconda del residuo zuccherino si ottiene la versione “dolce” o “ secca” dello spumante. La Vernaccia di Serrapetrona DOCG è di colore rosso rubino non troppo intenso, che tende a volgere a toni di granato, spuma rossa, viva, con perlage sottile e persistente. Il profumo è aromatico e vinoso, ricorda la frutta rossa matura, le marmellate, i fiori appassiti. Il gusto è morbido ed equilibrato, con tannini poco pronunciati e nel finale si nota un piacevole retrogusto amarognolo, tipico dell’uva utilizzata.

Vernaccia di San Gimignano DOCG

La zona della denominazione Vernaccia di San Gimignano DOCG include i terreni collinari del comune di San Gimignano in provincia di Siena. Essa è riservata al vino bianco prodotto a partire da uve del vitigno Vernaccia di San Gimignano per almeno l’85%. Possono concorrere altri vitigni a bacca bianca non aromatici idonei alla coltivazione per la Regione Toscana, fino ad un massimo del 15%. La denominazione Vernaccia di San Gimignano DOCG si riferisce a due tipologie di vino bianco, base e riserva. Il vino Vernaccia di San Gimignano DOCG nella tipologia riserva deve essere sottoposto ad un periodo di affinamento, anche in legno, di almeno 11 mesi e prima dell’immissione al consumo, ad un periodo di affinamento di tre mesi in bottiglia. Per entrambi i vini il colore è giallo paglierino con rilessi dorati che sono più accentuati con l’invecchiamento. A livello olfattivo si trovano aromi delicati con profumazioni fruttate che possono con l’affinamento evolvere in note speziate e minerali. Al palato i vini hanno sapore asciutto, armonico, sapido, a volte con caratteristico retrogusto di mandorla.

Vermentino di Gallura DOCG

La Gallura è un’area che si trova nella parte Nord orientale della Sardegna e si estende quasi interamente nella provincia di Olbia-Tempio, con un’appendice territoriale in provincia di Sassari. La zona più a ridosso del mare è caratterizzata da rocce di granito levigate e modellate dal vento e dall’acqua e da una fitta e caratteristica macchia mediterranea. La parte più interna è invece caratterizzata da boschi di querce, sughere e olivastri, quasi a protezione di architetture antichissime. La denominazione Vermentino di Gallura DOCG è riservata ai vini ottenuti a partire da uve del vitigno Vermentino (min.95%). Le tipologie di vino incluse nella denominazione sono le seguenti:

  • Vermentino di Gallura Superiore
  • Vermentino di Gallura Frizzante
  • Vermentino di Gallura Spumante
  • Vermentino di Gallura Passito
  • Vermentino di Gallura Vendemmia tardiva

I suoli della denominazione presentano, oltre ad una buona permeabilità e porosità, un elevato contenuto di potassio. Tutto ciò conferisce ai vini eccezionali prerogative di profumo, tenore alcolico, mineralità e una buona acidità naturale, grazie anche alle peculiarità climatiche ottimali in fatto di insolazione e ventilazione continua della zona di produzione.

Verdicchio di Matelica Riserva DOCG

La denominazione Verdicchio di Matelica Riserva DOCG, nelle Marche, è una zona decisamente interna e lontana dall’ambiente e dall’influenza marina. Comprende parte del territorio dei comuni di Matelica, Esanatoglia, Gagliole, Castelraimondo, Camerino e Pioraco in provincia di Macerata e parte del territorio dei comuni di Cerreto d’Esi e Fabriano, in provincia di Ancona. La denominazione è riservata ai vini prodotti a partire da uve del vitigno Verdicchio (min.85%). Il clima continentale della zona e la quantità di sali minerali presenti nei suoli rendono unico il suo terroir. Infatti il Verdicchio qui non è versatile come quello di Jesi e risulta meno esplosivo negli aromi, ma al tempo stesso è più capace di esaltarsi con la maturazione. L’elevata presenza di acido malico lo rende scontroso in gioventù, ma una volta compiuta la malolattica il vino si fa pieno, complesso e armonioso. Al naso rivela grande complessità olfattiva con sentori di mandorle tostate, cedro e miele. Al palato è strutturato, ricco ed opulento, caldo e avvolgente. Il Verdicchio di Matelica Riserva DOCG prima di essere immesso al consumo deve essere sottoposto ad un periodo d’invecchiamento di almeno 18 mesi.

Valtellina Superiore DOCG

La denominazione Valtellina Superiore DOCG comprende l’intera Valtellina, una regione geografica alpina che corrisponde al bacino idrico del fiume Adda a monte del lago di Como, in Lombardia. Essa è dedicata ai vini rossi, fermi e secchi, prodotti con il vitigno Nebbiolo (localmente chiamato “Chiavennasca“) per almeno il 90% del totale. All’interno dell’area di produzione del vino Valtellina Superiore DOCG si individuano le sottozone Maroggia, Sassella, Grumello, Inferno, Valgella. Il periodo minimo di affinamento del Valtellina Superiore DOCG è di ventiquattro mesi, dei quali almeno dodici in botti di legno. I vini possono portare la qualificazione “riserva” se sottoposti ad un periodo di invecchiamento di almeno tre anni. Il vino Valtellina Superiore DOCG ha colore rosso rubino tendente al granato;il suo profumo è caratteristico, persistente e sottile gradevole. Al palato risulta asciutto e leggermente tannico, vellutato, armonico e caratteristico.

Torgiano Rosso Riserva DOCG

La zona della denominazione Torgiano Rosso Riserva DOCG comprende l’intero territorio del comune di Torgiano, in provincia di Perugia. Essa è riservata i vini prodotti con uve del vitigno Sangiovese (min.70%) e di altri vitigni a bacca nera, non aromatici e idonei alla coltivazione per la Regione dell’Umbria, fino ad un massimo del 30%. Tali vitigni sono quasi esclusivamente Cabernet Sauvignon, Merlot, Canaiolo e Colorino. Il vino Torgiano Rosso Riserva DOCG deve essere sottoposto ad un periodo di invecchiamento di almeno tre anni, dei quali almeno 6 mesi in bottiglia. Il vino Torgiano Rosso Riserva DOCG ha un acidità normale, ottima struttura, colore tendenzialmente rosso rubino intenso mentre al naso ha un bouquet delicato di aromi fruttati e floreali.

Taurasi DOCG

La zona denominazione Taurasi DOCG comprende i comuni di Taurasi, Bonito, Castelfranci, Castelvetere sul Calore, Fontanarosa, Lapio, Luogosano, Mirabella Eclano, Montefalcione, Montemarano, Montemileto, Paternopoli, Pietradefusi, Sant’Angelo all’Esca, San Mango sul Calore, Torre le Nocelle e Venticano, tutti in provincia di Avellino. Essa è riservata ai vini delle tipologie Taurasi e Taurasi riserva, ottenuti dalla vinificazione delle uve del vitigno Aglianico (min.85%), Il vino Taurasi DOCG deve essere sottoposto a un periodo di invecchiamento obbligatorio di almeno tre anni di cui di cui almeno dodici mesi in botti di legno. Il vino Taurasi DOCG nella tipologia “riserva” deve essere sottoposto a un periodo di invecchiamento obbligatorio di almeno quattro anni, di cui almeno diciotto mesi in botti di legno. Il Taurasi è un vino dotato di struttura, elegante ed austero ma al tempo stesso equilibrato e tannico. Il Taurasi si presenta “chiuso” in gioventù, ma questo lo rende adatto ad un lunghissimo invecchiamento, anche grazie alla sua grande mineralità, buona alcolicità, corpo e pienezza che trovano il loro equilibrio in bottiglia.

Suvereto DOCG

La zona della denominazione Suvereto DOCG comprende l’intero territorio del comune di Suvereto, in provincia di Livorno (Toscana). La denominazione include le seguenti tipologie di vino:

  • Suvereto DOCG, da Cabernet Sauvignon e Merlot in proporzioni variabili;
  • Suvereto Sangiovese DOCG, da  Sangiovese min. 85%;
  • Suvereto Merlot DOCG, da Merlot min. 85%;
  • Suvereto Cabernet Sauvignon DOCG: Cabernet Sauvignon min. 85%

I vini DOCG Suvereto , Suvereto Sangiovese, Suvereto Merlot e Suvereto Cabernet Sauvignon, devono avere un titolo alcolometrico minimo di 13,00% e venir sottoposti ad affinamento per un periodo non inferiore a 24 mesi di cui almeno 18 in contenitori di rovere, possono ottenere la qualifica «riserva». I vini sono caratterizzati da un modesto tenore di acidità. Il loro colore è rosso rubino, intenso e profondo, che con l’invecchiamento evolve verso il granato. Il profumo è intenso, elegante, ampio, con note caratteristiche dei vitigni di provenienza. Il sapore è caldo ed asciutto, giustamente tannico, con note speziate e sentore di legno nei prodotti invecchiati, che si arricchiscono con il tempo, di profumi, aromi e sapori più intensi, consistenti e persistenti.

Soave Superiore DOCG

La zona della denominazione Soave superiore DOCG è situata in provincia di Verona, ed in particolare include i comuni di Soave, Monteforte d’Alpone, San Martino Buon Albergo, Mezzane di Sotto, Roncà, Montecchia di Crosara, San Giovanni Ilarione, Cazzano di Tramigna, Colognola ai Colli, Caldiero, Illasi e Lavagno. La sottozona “Classico” è la più antica e comprende in parte il territorio dei comuni di Soave e Monteforte d’Alpone. Si tratta di una zona collinare, favorita da un clima mite e temperato con precipitazioni concentrate prevalentemente in primavera ed autunno. I vigneti sono posti ad un’altitudine che varia dai 35 ai 380 mt delle colline più elevate, con esposizione prevalentemente verso est, sud ed ovest. Il suolo dell’area del Soave Superiore DOCG è di origine vulcanica, e le sostanze minerali in esso contenute si riflettono nei mosti, conferendo ai vini note di pienezza e sapidità, ed la longevità caratteristica del Soave Superiore. L’istituzione della DOC Soave Classico risale al 1968, mentre la DOCG per il Soave Superiore è stata riconosciuta nel 2001. Il Soave Superiore DOCG è un vino bianco, fermo e secco, prodotto a partire dai vitigni Garganega (min. 70%), Trebbiano di Soave e Chardonnay: massimo 30% ( di cui max. 5% possono essere sostituite da uve a bacca bianca non aromatiche, idonee alla coltivazione nella provincia di Verona. Un aspetto essenziale della vinificazione del Soave superiore è l’affinamento del vino sulle fecce per alcuni mesi prima dell’imbottigliamento. In questa fase il vino acquisisce il suo vero carattere, si stabilizza ed è possibile che compia la fermentazione malolattica. Il vino che ne risulta è un bianco importante, molto strutturato e destinato a durare per alcuni anni in bottiglia. La Garganega, che caratterizza il Soave superiore DOCG non possiede aromi varietali, ma dona ai vini un bouquet di profumi tra i quali la mandorla e i fiori bianchi sono i più nitidi. Il Trebbiano di Soave è l’altro vitigno autoctono che caratterizza questo vino con la sua sapidità e vivacità che rappresentano la combinazione ideale per la struttura e l’intensità tipiche della Garganega. Il Soave Superiore è un vino bianco di struttura, che si presenta di un colore giallo deciso pur conservando i riflessi verdognoli tipici del Soave. Al naso i profumi fruttati e floreali sono caratteristici e persistenti, mentre al palato risulta pieno, rotondo ed intenso, con la tipica una nota amara nel finale.

Sforzato di Valtellina o Sfursat di Valtellina DOCG

La denominazione di origine Sforzato di Valtellina DOCG comprende l’intero territorio vitivinicolo della Valtellina, in provincia di Sondrio. Le origini della viticoltura in Valtellina sono molto lontane nel tempo e risalgono all’epoca romana se non addirittura pre-romana o longobarda. I primi abitatori della valle furono i Liguri a cui seguirono gli Etruschi, ed entrambi i popoli conoscevano la coltura della vite. Lo Sforzato di Valtellina, detto anche “Sfursat” è un vino rosso fermo, prodotto con uve Nebbiolo (localmente chiamato “Chiavennasca“. La vinificazione dello Sforzato di Valtellina DOCG si effettua a partire da uve sottoposte ad appassimento, la cui pigiatura può essere effettuata solo a partire dal 10 dicembre dell’anno di raccolta. Per lo Sforzato di Valtellina DOCG è previsto un periodo di affinamento minimo di venti mesi, dei quali almeno 12 in botti di legno. Lo Sforzato è dunque il risultato della vinificazione di uve lungamente appassite, che arrivano a perdere per disidratazione naturale fino al 30% del volume dell’acqua contenuta. Già la vendemmia deve essere seguita da una attenta cernita dei grappoli maturi (con circa 18%-20% di zuccheri), assolutamente sani e con acini ben divisi. Poi i grappoli vengono posti a riposo al freddo invernale per un periodo che a seconda dell’annata si può protrarre fino alla fine di gennaio o in casi particolari anche fino a febbraio/marzo. Gli acini concentrano i propri succhi fino al raggiungimento del 26% – 27% di concentrazione zuccherina. In epoche passate per l’appassimento si ricorreva a stuoie o strati di paglia collocati a terra in appositi stanzoni, per lo più il solaio della casa. Oggi si utilizzano graticci di canne sovrapponibili o in piccoli plateaux in locali asciutti e ben ventilati. Il vino ottenuto, lo Sforzato di Valtellina DOCG, ha colore rosso rubino con eventuali riflessi granati. Al naso è intenso ed ampio, con sentori di frutti maturi. Al palato ha grande morbidezza, è asciutto, strutturato e di carattere, con eventuale percezione di legno.

Scanzo o Moscato di Scanzo DOCG

La denominazione Moscato di Scanzo DOCG comprende un piccolissimo territorio, situato attorno all’antico borgo di Scanzorosciate, in provincia di Bergamo. La denominazione  è dedicata al vino dolce, passito, prodotto con uve Moscato di Scanzo in purezza, vitigno autoctono aromatico coltivato sa secoli in questa zona.  L’appassimento delle uve, condotto con mezzi idonei, deve essere protratto fino a raggiungere un tenore zuccherino di almeno 280 g/l e per un periodo non inferiore ai 21 giorni, per una resa massima dell’uva in vino del 30%. Il vino a denominazione di origine Moscato di Scanzo DOCG deve essere sottoposto ad un periodo di affinamento di minimo due anni. Il Moscato di Scanzo DOCG così ottenuto è un vino dal colore rosso rubino, più o meno intenso, che può tendere al cerasuolo con riflessi granati. Al naso è delicato, intenso, persistente, caratteristico. in bocca risulta dolce, gradevole, armonico, con un leggero retrogusto di mandorla.

Ruchè di Castagnole Monferrato DOCG

La denominazione Ruchè di Castagnole Monferrato DOCG comprende sette comuni, che formano un piccolo comprensorio viticolo nel Monferrato astigiano, situato sulla riva sinistra del Tanaro, in un’area di basse colline ampiamente boschive. Il Ruchè è un vitigno autoctono dei più rari coltivati tradizionalmente nel Monferrato astigiano, strettamente legato a questo territorio e non si trova in altre zone se non in modo occasionale. Un tempo era utilizzato anche come uva da mensa per il suo carattere aromatico e l’elevata concentrazione di zucchero a maturazione e per la preparazione di vini dolci per uso familiare. La vinificazione in purezza e l’introduzione di una tipologia di vino secco e di alta qualità è un fatto più recente, che data agli anni sessanta del ventesimo secolo. Il vino rosso a denominazione di origine Ruchè di Castagnole Monferrato DOCG viene prodotti con uve del vitigno Ruchè per minimo del 90%, Barbera e Brachetto per un massimo del 10%.

 

 

Rosso della Val di Cornia DOCG

La zona interessata dalla denominazione Rosso della Val di Cornia DOCG ricade nelle province di Livorno e Pisa e comprende, in provincia di Livorno, tutto il territorio dei comuni di Suvereto e Sassetta e parte di quello dei comuni di Piombino, San Vincenzo e Campiglia Marittima ed in provincia di Pisa, tutto il territorio amministrativo del comune di Monteverdi Marittimo. La denominazione Rosso della Val di Cornia DOCG comprende vini rossi prodotti a partire da uve del vitigno Sangiovese (min.40%), Cabernet Sauvignon e Merlot fino ad un massimo del 60%, da altri vitigni a bacca nera autorizzati per la regione Toscana fino ad un max.del 20%. La denominazione Rosso della Val di Cornia DOCG comprende la tipologia base e riserva. La riserva prevede una affinamento minimo di 3 anni di cui almeno 18 mesi in botte di legno. I vini presentano un modesto tenore di acidità, il loro colore è rosso rubino intenso, tendente al granato con l’invecchiamento. Al naso sono intensi, eleganti e complessi, con note di frutta rossa di bosco e confettura nei vini più invecchiati. Al palato sono caldi ed asciutti, giustamente tannici, con note speziate e sentore di legno nei prodotti invecchiati. I vini per i quali è previsto l’invecchiamento, si arricchiscono con il tempo di profumi, aromi e sapori più intensi, consistenti e persistenti.

Rosazzo DOCG

La denominazione Rosazzo DOCG è situata in una zona che rappresenta una delle più importanti realtà enologiche del Friuli Venezia Giulia. Essa si trova nei pressi dell’omonima Abbazia romanica di Rosazzo, situata non lontano da Udine e costruita fra il 1068 e il 1070. Il riconoscimento come DOCG avviene nel 2011, laddove precedentemente i vini erano inclusi come sottozona all’interno della precedente denominazione Colli Orientali del Friuli DOC. Nella stessa Abbazia di Rosazzo sono conservati documenti storici che testimoniano come la produzione di vino fosse direttamente connessa con l’esistenza della stessa Abbazia, a partire dagli anni del XIII secolo. Da allora il vino di Rosazzo non poteva mancare ai banchetti della Repubblica Veneziana, e da qui la sua fama non tardò a raggiungere le terre d’oltre confine. La zona di questa piccola DOCG include i territori dei comini di San Giovanni al Natisone, Manzano e Corno di Rosazzo. Il vino della Rosazzo DOCG una singola tipologia di bianco, vinificata a partire da uve di Tocai Friulano per almeno il 50%, Sauvignon dal 20% al 30%, Pinot Bianco e/o Chardonnay per il restante 20-30% ed eventualmente Ribolla gialla per un massimo del 10%. Il Rosazzo DOCG è un vino che si presenta di color giallo paglierino più o meno intenso ed all’olfatto è caratteristico e delicato. Al palato è secco e armonico.

Romagna Albana DOCG

La denominazione Romagna Albana DOCG interessa una zona posta a cavallo tra le province di Bologna, Forlì-Cesena e Ravenna, che ha il suo fulcro nell’intorno della catena dello “Spungone”, una formazione geologica che si estende dal Faentino al Cesenate, costituendo il primo rilievo visibile dalla via Emilia. La denominazione è riservata ai vini ottenuti da uve del vitigno Albana per almeno il 95%. Per le sue particolari caratteristiche enologiche, il vitigno Albana viene da sempre utilizzato per produrre diverse tipologie di vino. Per tradizione, i grappoli di prima maturazione fornivano il vino secco più leggero, mentre il secondo raccolto serviva per produrre un vino più robusto, che spesso rimaneva più o meno dolce. Il freddo autunnale bloccava poi la fermentazione, lasciando un residuo zuccherino importante. Una parte dell’uva vendemmiata veniva appesa nei solai e, dopo appassimento, veniva pigiata per fare il vino passito per le ricorrenze importanti della famiglia e spesso anche per la celebrazione eucaristica. I vini della denominazione Romagna Albana DOCG si trovano quindi nelle tipologie secco, amabile, dolce, passito e passito riserva. L’appassimento delle uve può protrarsi dal 15 ottobre (minimo) al 30 marzo. Le uve possono anche venir sottoposte ad appassimento in vigna tramite intervento della “muffa nobile” (botrytis cinerea). Per tutte le tipologie é consentita la vinificazione, la conservazione e l’affinamento in contenitori di legno.

Roero DOCG

Il Roero è una zona geografica e storica del Piemonte, situata nella parte nord-orientale della provincia di Cuneo, che si estende alla sinistra del fiume Tanaro. Da sempre in questo areale, composto da 19 comuni, vengono coltivati principalmente due vitigni, il Nebbiolo e l’Arneis. Il Nebbiolo si è ben adattato sui versanti più ripidi delle colline, nei terreni più magri e sabbiosi, dove si ottiene un vino fragrante e profumato, elegante e generoso di sensazioni a partire da un bel colore invitante rosso rubino intenso. Su queste colline, fin dal 1400 viene un vitigno a bacca bianca, l’Arneis che acquista profumi sottili ed eleganti che richiamano i fiori bianchi e suggestioni di frutta fresca che vanno dalla mela alla pesca alla nocciola. La denominazione di origine Roero DOCG è riservata ai vini delle seguenti tipologie:

  • Roero;
  • Roero riserva;
  • Roero Arneis;
  • Roero Arneis spumante.

La tipologia di vino Roero DOCG senza altra specificazione è prodotta vinificando uve del vitigno Nebbiolo per un minimo del 95%. La tipologia Roero Arneis DOCG è un vino bianco ottenuto dalle uve del vitigno Arneis per un minimo del 95%. I vini delle tipologie Roero e Roero riserva devono essere sottoposti ad un periodo di affinamento minimo rispettivamente di 20 e 32 mesi, dei quali almeno 6 in legno.

Recioto di Soave DOCG

La denominazione Recioto di Soave DOCG interessa la stessa zona produttiva del Soave superiore DOCG, che comprende i comuni di Soave, Monteforte d’Alpone, San Martino Buon Albergo, Mezzane di Sotto, Roncà, Montecchia di Crosara, San Giovanni Ilarione, Cazzano di Tramigna, Colognola ai Colli, Caldiero, Illasi e Lavagno. La sottozona “Classico” è la più antica e comprende in parte il territorio dei comuni di Soave e Monteforte d’Alpone. E’ una zona collinare, favorita da un clima mite e temperato, con precipitazioni concentrate prevalentemente in primavera ed autunno. I vigneti sono posti ad un’altitudine che varia dai 35 ai 380 mt delle colline più elevate, con esposizione prevalentemente verso est, sud ed ovest. Il suolo dell’area del Recioto di Soave DOCG è di origine vulcanica, con terreni tufacei basaltici che costituiscono un suolo ideale per la coltivazione della Garganega. Il Recioto di Soave DOCG è un vino dolce, ottenuto dall’appassimento di uve Garganega (min.70%) e Trebbiano di Soave (max. 30%). Il nome Recioto deriva da “recia“, ossia l’ala tipica del grappolo di uva Garganega, che nella tradizione veniva sfruttata per appendere l’uva per l’appassimento. Il Recioto di Soave è stato il primo vino veneto, nel 1998, a fregiarsi della Denominazione di Origine Controllata e Garantita (DOCG). L’uva utilizzata per la produzione del Recioto di Soave viene conservata in fruttai asciutti e ben areati per alcuni mesi, dove subisce una riduzione del tenore d’acqua, con conseguente aumento della concentrazione di zuccheri. Durante la fase di appassimento può anche formarsi una sottile muffa nobile sugli acini, che provoca l’aumento nel contenuto di polifenoli e di altre sostanze, che danno i profumi e sapori intensi del Recioto di Soave. La vinificazione che segue privilegia gli aspetti riduttivi per mantenere intatte le caratteristiche note fruttate della Garganega e la vivacità data dalla spalla acida. Dopo la vinificazione, il Recioto di Soave viene sottoposto a maturazione in legno e affinamento in bottiglia da 1 a 6 mesi. Ne risulta un vino dolce, di grande struttura, di colore giallo dorato la cui intensità aumenta con l’invecchiamento, caratterizzato da un profumo intenso con tipiche note ammandorlate, fruttato e dal sapore gradevole pieno, dolce, sapido e caldo.