Pantelleria

Pantelleria è un’isola legata alla Sicilia (così come Lipari, sul versante settentrionale dell’isola) e per molti secoli ha contribuito a rendere invidiabile la reputazione della Sicilia per la produzione di vini dolci. Questi hanno guadagnato il loro posto nel mercato quando il Moscato di Pantelleria e il Passito di Pantelleria hanno ottenuto la DOC nell’agosto 1971. Il Moscato di Pantelleria fu il terzo vino siciliano ad ottenere la DOC, dopo i vini dell’Etna (agosto 1968) e il Marsala (aprile 1969). I vini sono prodotti con l’uva Moscato d’Alessandria, simile al Moscato bianco ma generalmente considerata inferiore, non solo per la sua suscettibilità alle malattie ma anche per la sua pungente aromaticità.

Lipari

Lipari è la più grande delle otto Isole Eolie e la più viticolturalmente produttiva. Con i suoi 11.000 residenti, è anche l’unica isola ad avere una popolazione significativa, e quindi la forza lavoro necessaria per trasformare l’uva dell’isola in vino. Le altre isole dell’arcipelago, Alicudi, Basiluzzo, Filicudi, Panarea, Salina, Stromboli e Vulcano furono in gran parte abbandonate durante la seconda metà del 20° secolo, con il passaggio della popolazione da rurale a urbana. Vulcano è l’isola più vicina alla terraferma, con la sua punta meridionale che si trova a meno di 25 km dall’apice della penisola di Capo di Milazzo, dove ha origine il vino Mamertino di Milazzo. Stromboli, nome altrettanto famoso, è invece l’isola più lontana. Data la ridotta popolazione e la continua minaccia di eruzioni non vi sono coltivazioni significative. Il vino più famoso che vi si produce è il Malvasia delle Lipari, la cui origine risale ai tempi dell’antichità. Il variegato panorama italiano di vini dolci da Malvasia è ormai sbiadito, a causa dei cambiamenti nelle tendenze dei consumatori, più propensi a bere vini bianchi e rossi secchi, ma la Malvasia delle Lipari continua ad essere un riferimento di chiara fama nelle sue tipologie dolce, passito e passito liquoroso. Con lo stesso vitigno si produce anche la versione ferma, che ricade nell’ambito della denominazione Salina IGT.

Siracusa

Siracusa è da sempre una città importante nel Mediterraneo. Fin da subito dopo la sua fondazione da parte dei Greci più di 2500 anni fa, è divenuta una città chiave per la sua accessibilità sia dall’Italia, che dalla Grecia e dall’Africa settentrionale. La zona vinicola di Siracusa era famosa soprattutto per i vini dolci basati sul vitigno aromatico Moscato bianco, nelle tipologie Moscato di Noto DOC e Moscato di Siracusa DOC. Non sorprende, quindi, che l’alta qualità di questi vini divenne presto famosa in tutto il Mediterraneo, dal Levante al sud della Spagna. Il legame tra l’accessibilità commerciale della città e il successo dei suoi vini è chiaro. Infatti, i vini a base di moscato dell’isola di Pantelleria, simili per qualità e stile a quelli di Siracusa, non hanno mai raggiunto il loro livello di notorietà. Oggi, tuttavia, ne viene prodotto così poco che potrebbe quasi considerarsi estinto. I consumatori preferiscono infatti vini secchi rispetto ai moscati dolci per i quali Siracusa era specializzata. Di conseguenza i vini che vengono oggi prodotti nella zona si avvalgono dei due vitigni rossi di maggior successo della Sicilia: il Nero d’Avola e lo Syrah.

Etna

Le pendici dell’Etna, con il suolo lavico e le elevate escursioni termiche, sono un habitat ideale per la vite, con vigneti coltivati fino a 1000 metri di altitudine. La zona vinicola dell’Etna si sviluppa attorno al lato orientale del vulcano, dal comune di Randazzo a nord fino a Santa Maria di Licodia a sud. I terreni della zona partono dal livello del mare per arrivare a più di 1200 metri. I vigneti dell’Etna sono oggi tra i più alti d’Italia e anche del mondo, accanto solo a quelli dell’Alto Adige. I produttori di vino dell’Etna stanno sperimentando i siti posti sulle pendici del vulcano posti ad altitudini il più elevate possibile, per valutare gli effetti sulla produzione dei terreni più neri e ricchi di lava. La tipologia più comune di vino dell’Etna è l’Etna Rosso DOC, di base, prodotto prevalentemente da uve del vitigno Nerello Mascalese con aggiunta fino al 20% di Nerello Cappuccio (noto anche come Nerello Mantellato). L’Etna bianco DOC è invece composto per almeno il 60 percento da uve Carricante, cui si aggiunge il Catarratto, l’uva bianca più diffusa della Sicilia e altri vitigni presenti in quantità minori, tra cui il Trebbiano e la Minnella. Esiste anche un rosato basato anch’esso su Nerello Mascalese e Nerello Cappuccio.

Vittoria

Vittoria, cittadina in provincia di Ragusa, è famosa per il vino Cerasuolo di Vittoria, unico nell’isola ad essere riconosciuto come DOCG, basato sui vitigni Nero d’Avola e Frappato. La zona di produzione del Cerasuolo di Vittoria DOCG comprende una vasta area che include territori ricadenti in tre province limitrofe Ragusa, Caltanissetta e Catania. La zona è delimitata a nord dal complesso dei monti Erei, a sud dal mar Mediterraneo, ad est dai rilievi dei monti Iblei e ad ovest dalle colline centro-meridionali della provincia di Caltanissetta.

Marsala

Marsala è un’antica città situata a circa 30 km a sud di Trapani, che, alla fine del ‘700, entrò nella storia enologica d’Italia per il famoso vino liquoroso che porta il suo nome. Nell’800 il Marsala è riuscito a contrastare il dominio del Porto, dello Jerez (Sherry) e del Madeira tra i “vini da viaggio” commercializzati dagli Inglesi e deve la sua notorietà al commerciante Inglese John Woodhouse. Dopo un secolo di sfolgorante notorietà, il Marsala conobbe un periodo di decadenza iniziato circa venti anni fa. Oggi il Marsala, abbandonata l’ingiusta immagine che lo vedeva unicamente relegato all’impiego in cucina, si presenta come un grande vino, capace di straordinaria longevità. Il Marsala è un un vino fortificato (liquoroso) prodotto con uve Grillo, Inzolia, Catarratto e Damaschino. Il Marsala Vergine Stravecchio (con almeno 10 anni di maturazione) è un’esplosione di aromi e sapori, con una persistenza quasi infinita. Il Marsala viene prodotto nei seguenti stili: Fine (almeno 1 anno di maturazione), Superiore (2 anni), Superiore Riserva (4 anni), Vergine o Soleras (5 anni), Vergine Stravecchio o Riserva (10 anni). Esiste inoltre il Marsala Rubino, rosso, prodotto con uve Nero d’Avola, Perricone e Nerello Mascalese.