Scansano

La fama del comune di Scansano, situato in Maremma nella provincia di Grosseto, è dovuta al vino Morellino di Scansano DOCG che vi viene prodotto. Il Morellino è un vino di grande intensità e struttura prodotto sulla base del vitigno Sangiovese, chiamato in questa zona Morellino. Può essere prodotto anche nella tipologia riserva, nel qual caso deve venir sottoposto almeno a due anni di invecchiamento, di cui almeno uno in botti di rovere.

Carmignano

La zona di produzione della denominazione Carmignano DOCG corrisponde ai terreni collinari dei comuni di Carmignano e Poggio a Caiano, in provincia di Prato. Essa è riservata al vino rosso, fermo, ottenuto a partire da uve del vitigno Sangiovese (min.50%), Canaiolo nero (max.20%), Cabernet Franc e Cabernet sauvignon (10-20%) e una eventuale aggiunta di uve bianche (max.10%) dei vitigni Trebbiano toscano, Canaiolo bianco e Malvasia del Chianti. Il Carmignano è un vino rosso da invecchiamento, strutturato e al tempo stesso elegante ed armonico con un bouquet fine ed intenso.

San Gimignano

A San Gimignano, in provincia di Siena, oltre ai vini del Chianti si produce la Vernaccia di San Gimignano, vino bianco prodotto con le uve del vitigno autoctono omonimo, unico vino bianco DOCG della Toscana. E’ un bianco fresco ma corposo, disponibile nella tipologia base e in quella riserva, che viene sottoposto ad un affinamento, anche in legno, di almeno 11 mesi prima della sua messa in commercio.

Bolgheri

Bolgheri è una frazione del comune di Castagneto Carducci, in provincia di Livorno, venuta alla ribalta sulla scena dell’enologia italiana per la produzione del Sassicaia, creato dal marchese Mario Incisa della Rocchetta, in collaborazione con il famoso enologo Giacomo Tachis, a partire dai vitigni Cabernet sauvignon e Merlot. La risonanza mondiale di questo vino fu tale che nel 1994 venne insignito di una denominazione a lui dedicata in esclusiva, la Bolgheri Sassicaia DOC. Fu il Sassicaia, assieme ad altre creazione di Tachis come il Solaia e il Tignanello, a dare vita al fenomeno dei Supertuscans, ini robusti e complessi prodotti in prevalenza con uve “internazionali” quali Cabernet Sauvignon, Merlot e Pinot Nero, alle quali in alcuni si unisce il Sangiovese. La DOC Bolgheri, separata dal Sassicaia, comprende vini sia rossi che bianchi, i primi basati sui vitigni Cabernet sauvignon e franc, Sangiovese, Melrot, Gamay e Syrah, i secondi sulle uve Vermentino e Trebbiano toscano.

Montepulciano

A Montepulciano, in provincia di Siena, Il Vino Nobile di Montepulciano DOCG è prodotto con l’uva Prugnolo Gentile (nome con il quale viene chiamato il Sangiovese Grosso), al quale si aggiunge del Canaiolo Nero e facoltativamente ed in minor misura il Mammolo e il Colorino, oltre ad altre uve permesse dal disciplinare. Il Nobile di Montepulciano era noto già nel 1500 per la sua qualità, e fu anche ampiamente decantato da Sante Lancerio, il bottigliere di Papa Paolo III Farnese (1534-1559). Negli anni 1960 si iniziò a riscoprire il Nobile ed iniziò un processo di recupero dell’immagine che ebbe il suo compimento nel 1980, quando il Vino Nobile di Montepulciano fu riconosciuto come DOCG.

Montalcino

Il comune di Montalcino, in provincia di Siena, è famoso perché vi si produce il Brunello, il più prestigioso tra i vini toscani prodotti sulla base del Sangiovese. Brunello si chiama a Montalcino l’uva Sangiovese Grosso con la quale viene prodotto, inizialmente ad opera di Ferruccio Biondi Santi, che può a tutti gli effetti considerarsi il creatore di questo vino. Il Brunello di Montalcino, oggi riconosciuto come DOCG, viene prodotto con Sangiovese grosso in purezza e può essere immesso al consumo solo dopo 5 anni dalla vendemmia (6 per la riserva), con un periodo minimo di maturazione in botte di due anni.

Chianti

Il Chianti è la più grande zona vinicola toscana, che oltre alla zona più storica del Chianti Classico DOCG, a cavallo tra  in provincie di Siena e di Firenze, comprende anche territori delle province di Firenze, Arezzo, Pisa, Pistoia e Prato. Questi territori sono rappresentati da altrettante sottozone della denominazione Chianti DOCG, ossia Colli Aretini, Colli Senesi, Colli Fiorentini, Colline Pisane, Rufina, Montalbano e Montespertoli. I vini del Chianti sono prodotti prevalentemente con Sangiovese e Canaiolo Nero, una piccola parte di Malvasia Bianca e Trebbiano Toscano, oltre ad altre uve ammesse dal disciplinare, in genere Cabernet Sauvignon e Merlot. Nonostante la presenza di uve “internazionali” nel Chianti sia sempre più comune sono ancora molti i produttori che preferiscono utilizzare nell’uvaggio esclusivamente i vitigni tradizionali del luogo.