Vesuvio

I vigneti del Vesuvio si trovano sulle pendici del vulcano, ancora attivo, subito est di Napoli. Si producono qui vini rossi, bianchi e rosati, uno spumante e un vino liquoroso, sia secco che dolce. Il vino bianco è ottenuto da uve del vitigno Coda di Volpe (il cui lungo grappolo ricorda la coda di una) con eventuale aggiunta di Falanghina o Greco. La versione liquorosa è ottenuta dalla stessa miscela. Il rosé e il vino rosso sono invece basati sul vitigno Piedirosso (localmente noto come Per’e Palummo o Palombina), una varietà di vite chiamata così per via delle nodose basi rosse delle viti e la loro somiglianza con i piedi rossi di una colomba, e sullo Sciascinoso (localmente noto come Olivella). Il Lacryma Christi del Vesuvio, sia bianco che rosso, è una tipologia della denominazione Vesuvio DOC che corrisponde ad un “superiore”, con una gradazione alcolica leggermente più elevata rispetto a quelli di base.

Capri e Ischia

L’Isola di Capri vanta una lunga e illustre storia di produzione vinicola. La denominazione Capri DOC copre un vino rosso e uno bianco, il primo prodotto prevalentemente con l’uva Piedirosso, vitigno autoctono campano, diffuso a Capri più in qualsiasi altro luogo, pur essendo ampiamente coltivato anche attorno al Vesuvio per l’utilizzo nei vini Lacryma Christi. Il Capri Bianco è invece ottenuto da uve dei vitigni Falanghina e Greco Bianco.

L’isola d’Ischia è caratterizzata da terreni vulcanici ben drenati e fertili e da brezze marine che temperano il calore estivo. Grazie anche all’altitudine delle colline dove sono posti i vigneti (attorno ai 200 m), le viti trovano qui il loro ambiente ideale. L’isola è piuttosto piccola e i vigneti siano generalmente situati su terrazze. Le difficoltà della gestione delle vigne viene però ripagata da vini di alta qualità, prodotti in sette tipologie: bianco, bianco frizzante, rosso, Biancolella, Forestera, Piedirosso e Piedirosso passito. Ischia è conosciuta soprattutto per i suoi vini bianchi, prodotti con uve del vitigno Biancolella, vitigno coltivato esclusivamente sull’isola, alle pendici del Monte Epomeo. La Forastera è l’altro vitigno a bacca bianca più diffuso a Ischia, ha un ruolo importante, conferendo ai vini bianchi di Ischia il loro sapore fresco e asciutto. I vini rossi sono dominati invece dalle uve Guarnaccia e Piedirosso (localmente noto come Per’e Palummo, ossia “piede di piccione” per la forma e il colore delle radici della vite), con Barbera e pochi altri. I vini prodotti da questa varietà tendono ad avere buoni tannini e gradazione alcolica.

Penisola Sorrentina

Situata al confine delle province di Napoli e Salerno, creando sul mare una barriera lunga circa 20 chilometri, che si protende idealmente in direzione dell’isola di Capri. Una tipicità della zona è il vino rosso frizzante ottenuto dai classici vitigni campani Piedirosso, Sciascinoso e Aglianico. Sorrento è il comune più importante della penisola da cui prende il nome. La zona si trova tra le acque azzurre del Golfo di Napoli e la cresta montuosa che costituisce la spina dorsale della penisola. L’altitudine massima è di 550 metri, sopra Sorrento, al di là della quale si trova la Costiera Amalfitana. Sorrento è uno dei tre comuni della penisola riconosciuti per la qualità dei loro vini. Gli altri sono Gragnano e Lettere, ed in quanto tali, hanno dato il nome alla tre sottozone DOC della Penisola e possono quindi aggiungere il proprio nome al marchio DOC Penisola Sorrentina sulle etichette dei vini. La zona di Sorrento è anche famosa nel mondo per il limoncello, liquore ricavato dall’infuso delle bucce dei limoni, prodotti nei molti limoneti posti su terrazzamenti a picco sul mare. Il Limoncello viene tradizionalmente prodotto in tutta la Penisola Sorrentina e anche nelle isole di Capri e Ischia, anche se al giorno d’oggi la sua produzione è estesa a tutte più grandi isole del Mediterraneo, inclusa la Sicilia, Sardegna e Malta.

Sannio

Il Sannio è la zona collinare a nord di Napoli, situata a cavallo tra le province di Benevento e Avellino, nel cuore della regione Campania. L’area insiste sulla storica regione viticola del Samnium, la terra dei Sanniti, un antico popolo dell’epoca pre-romana. Il suo patrimonio storico è stato menzionato nelle opere di scrittori come Plinio il Vecchio, Catone e Orazio. Le uve provengono da vigneti collinari, dove il clima è ideale per la coltivazione di uve di alta qualità, e le aziende vinicole seguono in genere la tradizione, utilizzando per i loro vini le varietà tradizionalmente coltivate in zona, quali l’Aglianico, la Coda di Volpe, la Falanghina, il Fiano, il Greco, il Moscato bianco, il Piedirosso (localmente noto come Per’e Palummo) e lo Sciascinoso (localmente conosciuto come Olivella). I vini bianchi del Sannio sono basati sui due vitigni Greco e Falanghina, i cui vini nelle versioni spumantizzate sono elaborati col Metodo Classico. Il Sannio Bianco DOC deve contenere almeno il 50% di Greco, assieme a Trebbiano, Coda di Volpe, Falanghina, Fiano e Moscato, mentre il Rosso è basato sul Sangiovese al 50% e la parte rimanente può essere costituita da Aglianico, Barbera e Piedirosso. Ciascuno dei vitigni della denominazione dà anche vita al corrispondente vino varietale. La presenza di cinque sottozone rende la Sannio DOC una delle più complesse d’Italia, contando su più di 300 distinte tipologie di vino.

Irpinia

L’Irpinia corrisponde con buona approssimazione alla provincia di Avellino. E’ una zona priva di sbocco al mare, che confina a nord-ovest con la provincia di Benevento, a nord-est con la Puglia, a sud-est con la Basilicata, a sud con la provincia di Salerno, e ad a ovest con la città metropolitana di Napoli. Si tratta di un’area prevalentemente collinare e montuosa, con buone esposizioni e un’elevata escursione termica tra il giorno e la notte. Queste caratteristiche pedo-climatiche sono ideali per la coltivazione della vite, ed infatti l’Irpinia è senza dubbio la zona vinicola che produce i più famosi e blasonati vini della Campania. E’ caratterizzata anche dalla presenza di vitigni autoctoni di grande spessore, primo fra tutti l’Aglianico tra quelli a bacca rossa, il Fiano di Avellino e il Greco per quelli a bacca bianca. Nomi come il Taurasi, lo stesso Fiano e il Greco di Tufo, che stanno per altrettante DOCG, rappresentano il meglio dell’enologia della regione.