Verdicchio bianco

Il Verdicchio è un vitigno a bacca bianca presente soprattutto nelle Marche fin dalll’VIII secolo. Il suo nome, come avviene anche in molti altri casi analoghi (Verdeca, Verduzzo) deriva dal colore delle sue bacche. Le principali zone di coltivazione del Verdicchio sono quella dei Castelli di Jesi, in provincia di Ancona, e quella di Matelica in provincia di Macerata. La produzione si concentra per quasi il 90% nelle colline intorno a Jesi, insistendo solo in parte sulla piccola area in provincia di Macerata. Queste zone corrispondono a due distinte aree di produzione delle due tipologie del vino, che fano riferimento a denominazioni diverse e che si differenziano per alcune caratteristiche. Il Verdicchio dei Castelli di Jesi ha corpo maggiore rispetto al Verdicchio di Matelica, che però presenta in genere un maggiore impatto olfattivo. Oggi il Verdicchio si è diffuso anche in altre zone della regione, nonché nelle vicine Umbria e Abruzzo, ma il vitigno tende a perdere il suo nerbo quando coltivato fuori dal terroir di origine. Il Verdicchio si adatta sia alla vinificazione in acciaio che in legno ed ha potenziale per produrre vini di grande longevità, merito anche della grande struttura, acidità e dell’elevato tenore alcolico. Di fatto, però, la maggior parte delle cantine è più orientata alla produzione di vini immediatamente godibili. Le uve del Verdicchio sono sempre caratterizzate da una sfumatura verdolina, anche a piena maturazione, alla quale si deve il nome del vitigno. Alla vista spesso anche il vino che se ne ottiene presenta lo stesso particolare cromatismo. Dal Verdicchio si ottengono vini freschissimi, dal profilo aromatico estremamente complesso, e caratterizzati da un inconfondibile finale ammandorlato e sapido. Il Verdicchio è un vitigno piuttosto eclettico, solitamente è vinificato in purezza ma può essere apprezzato, senza perdere le sue principali caratteristiche, anche nella versione spumante, metodo classico o charmat, passita o vendemmie tardive.