Primitivo

Il Primitivo è un vitigno a bacca nera coltivato soprattutto in Puglia ma diffuso anche in altre regioni italiane, dal sud dell’Abruzzo fino alla Basilicata e dalla Sardegna alla Campania. Con i suoi 12.000 ettari vitati il primitivo è, assieme al Negroamaro, il vitigno più coltivato in Puglia. Il Primitivo registra una singolare somiglianza con il vitigno Zinfandel della California, confermate da ricerche storiche e studi sul DNA. Le origini del Primitivo restano però incerte, lo si ritiene di provenienza dalmata e portato in Puglia più di 2000 anni fa dall’antico popolo degli Illiri. Il suo nome deriva sicuramente dalla precocità di maturazione delle uve. La sua zona di origine in Puglia corrisponde alle odierne province di Lecce e Taranto e quindi nel Salento. Le caratteristiche di intensità e di corpo dei vini ottenuti dal Primitivo, unitamente alla sua alta produttività hanno fatto sì che in passato fossero utilizzati soprattutto come vini da taglio. Soltanto in tempi più recenti, lavorando sulla riduzione delle rese, ritornando a forme di allevamento tradizionale, come l’alberello pugliese ed utilizzando tecniche di vinificazione più accurate, il Primitivo ha portato a prodotti veramente notevoli che ne hanno determinato la riscoperta da parte del grande pubblico. Il Primitivo così prodotto ha generalmente un colore rubino intenso e profondo, con sfumature violacee che tendono al granato con l’invecchiamento. Il profumo è di frutti rossi come amarena, more, prugne, con in più note floreali di viola. L’affinamento in legno gli dona sentori speziati, tra i quali troviamo cannella, cacao, pepe nero e liquirizia. Al palato è caldo, pieno ed avvolgente, con tannini delicati e dotato di buona persistenza.