Molinara

La Molinara è un vitigno autoctono della provincia di Verona, in particolare della Valpolicella, ma viene anche coltivato nelle zone a cavallo tra il Veneto e la Lombardia. La Molinara ha origini incerte e pare che il suo nome derivi dal termine dialettale ”mulinara” (da mulino), per via del fatto che gli acini di quest’uva sono abbondantemente pruinosi così da sembrare quasi spolverati di farina. Più frequentemente l’uva “Molinara” si vinifica insieme ad altri vitigni per dare i noti vini della Valpolicella. E’ a partire dal 1800 che questo vitigno viene infatti coltivato nella Valpolicella, in Valpantena e nella Valle d’Illasi ed in queste zone ha assunto nomi diversi come “Rossara” o “Rossanella” nella zona del Garda, o come “Brepon” in Valpantena e molte volte chiamato anche “Ua salà” (uva salata, per via del sapore sapido). Dal 2008 si è aperto un dibattito tra i vari produttori, che vede contrapposti innovatori e tradizionalisti, sull’obbligatorietà dell’impiego della Molinara nel disciplinare del Valpolicella DOC. Alla fine si è arrivati ad una specie di compromesso, ossia è stata tolta l’obbligatorietà dell’uso dell’uva Molinara, che nel disciplinare è divenuta uva ”consentita”, ottenendo il benestare dal Ministero dell’Agricoltura. La Molinara vinificata in purezza dà un vino di un colore rosso cerasuolo, delicato e profumi freschi e fruttati, con note di frutti di bosco in evidenza. Il vino ha un corpo leggero, alcolicità e acidità limitate e si fa notare per la sua marcata sapidità. Durante la fermentazione si tende a lasciare le bucce a contatto con il mosto solo per un breve periodo, ottenendo un vino dal colore rosa abbastanza carico.