Lambrusco

I vitigni della famiglia dei Lambruschi sono accomunati dall’avere tutti probabili origini selvatiche (vitis silvestris o vitis labrusca, come anche citata da Plinio il Vecchio) in seguito addomesticati ed utilizzati per una gamma molto vasta di vini soprattutto frizzanti tra le province dell’Emilia e della bassa Lombardia (Mantova). I vini ottenuti con i vitigni della famiglia dei Lambruschi hanno tutti un colore rosso rubino brillante, con una spuma rosata. Il bouquet è fragrante ed esprime profumi floreali di viola e aromi di ciliegia, fragola e frutta rossa. Il sorso è fresco, fruttato, equilibrato e armonioso, con finale sapido. I principali Lambruschi utilizzati per la vinificazione sono:

  • Il Lambrusco di Sorbara, che prende il nome dalla frazione di Sorbara del comune di Bomporto, in provincia di Modena. E’ caratterizzato dal fenomeno dell’acinellatura (i chicchi rimangono del diametro di pochi millimetri) e ciò è dovuto ad una anomalia floreale che provoca una sensibile perdita di raccolto. Questa particolare caratteristica del Lambrusco di Sorbara contribuisce a renderlo un vitigno unico, facile da ricordare e soprattutto pregiato, una peculiarità che lo contraddistingue tra tutti gli altri vitigni della famiglia dei Lambruschi.
  • Il Lambrusco Grasparossa prende il suo nome per la particolare caratteristica che in autunno il raspo e pedicelli si arrossano, fenomeno che contribuisce a creare le colorazioni particolarmente suggestive dei vitigni di queste zone all’epoca della vendemmia. Il Lambrusco Grasparossa viene vinificato sia in purezza che in assemblaggio con gli altri Lambruschi, anche a causa della sua bassa produttività. Viene assemblato anche con il Fortana e il Malbo Gentile, ma sempre come vitigno predominante.
  • Il Lambrusco Maestri è la varietà più intensa della famiglia dei Lambruschi, spesso utilizzata come uva da taglio per conferire ai vini maggiore carattere, tannini e acidità. Il nome “Maestri” sembra derivare dalla “Villa Maestri” che si trova nel comune di San Pancrazio in provincia di Parma. I suoi vini sono anche noti come “Lambruschi scuri” e sono caratteristici del Reggiano e del Parmense.
  • Il Lambrusco Marani viene generalmente vinificato in assemblaggio con le altre varietà di Lambrusco per dare ottenere quel vin frizzantino prodotto soprattutto nelle provincie centrali della regione, Parma, Modena e Reggio nell’Emilia. Viene anche coltivato sporadicamente in altre regioni, ma è nell’area del parmigiano che trova le sue migliori espressioni.
  • Il Lambrusco Montericco prende il nome dalla omonima località del comune reggiano di Albinea. A Montericco il microclima è particolarmente temperato rispetto alle colline circostanti e qui il vitigno dà uve tardive e dotate di una buona acidità. Rispetto agli altri lambruschi il Lambrusco Montericco si distingue perché è più delicato, sia come profumi, sia al palato, sia nel colore, meno intenso, tendente al rosato. Questa varietà di Lambrusco è poco diffusa, e viene utilizzata per la produzione del Lambrusco reggiano DOC.
  • Il Lambrusco Oliva ha il nome che deriva probabilmente dalla forma elissoidale dei suoi acini. Oggi il Lambrusco Oliva sopravvive solo in pochi vecchi vigneti della pianura modenese e reggiana. Dalle sue uve si ottiene un mosto poco feccioso, abbastanza colorato e di buona qualità. Si impiega per lo più in uvaggio con gli altri Lambruschi, per conferire struttura al vino.
  • Il Lambrusco Salamino deve il suo nome all’omonima frazione del Comune di Carpi da cui questo vitigno si è poi diffuso in tutto il territorio della provincia di Modena ed in quelle confinanti. Il Lambrusco Salamino viene generalmente vinificato in purezza, anche se non mancano assemblaggi con piccole percentuali del vitigno Ancellotta e Fortana.
  • Il Lambrusco Viadanese è conosciuto anche come “Groppello Ruberti“, dal nome dell’enologo che lo decretò miglior vitigno della provincia. La sua diffusione è maggiormente localizzata nel Mantovano, nella zona delimitata dai fiumi Oglio e Po, ed è alla base dell’uvaggio della Lambrusco Mantovano DOC. Lo si ritrova anche nel Cremonese, oltre che nelle province di Reggio nell’Emilia e Modena, anche se in misura minore.