Falanghina

La Falanghina è un vitigno a bacca bianca coltivato soprattutto in Campania, dove la sua coltivazione si estende su un’area pari al 5% dell’intera superficie vitata della regione. Le zone a maggiore vocazione sono il Sannio Beneventano, i Campi Flegrei e la zona di Caserta. La Falanghina deriva probabilmente da antichi vitigni greco-balcanici e sembra che il suo nome derivi dai pali di sostegno detti “falange“, ai quali tradizionalmente veniva legata. Falanghina vorrebbe quindi dire “vite sorretta da pali”. Il vitigno Falanghina, caduto nell’oblio per decenni, è stato rivalutato all’epoca della fillossera, contro la quale manifesta una spiccata resistenza, tanto che spesso viene allevato su piede franco. La Falanghina costituisce il vitigno base per molti vini di pregio in molte denominazioni della Campania, ma viene utilizzato anche per la produzione di vini spumanti nelle stesse denominazioni di origine. La Falanghina viene coltivata soprattutto in zone collinari caratterizzate da un clima caldo e molto secco. La vinificazione delle uve e la maturazione dei vini avvengono per lo più in contenitori di acciaio e non di legno, per proteggere la fragranza aromatica dei vini. Il vino ottenuto da Falanghina in purezza si presenta di un caldo colore giallo paglierino con lievi riflessi verdolini, con al naso leggere note floreali, aromi fruttati e minerali, dovute all’origine vulcanica di molti dei suoi dei terreni di coltivazione. Al palato il sapore risulta morbido, fresco, delicato e dotato di ottima acidità.