Trebbiano toscano

Il Trebbiano toscano ha origine comune agli altri vitigni della famiglia dei Trebbiani, noti in Italia fin dall’epoca romana. Il loro nome deriva dal latino “Trebula“, ossia fattoria. Plinio il Vecchio nei suoi scritti descrive un “Vinum Trebulanum“, che secondo questa interpretazione, starebbe per “vino di paese”, o “vino casareccio”. Distinguere i vari cloni, che portano un nome che spesso indica la loro provenienza o l’areale di maggior diffusione, non è sempre così facile. La storia ha portato il Trebbiano toscano in Francia, col nome di Ugni Blanc, dove costituisce la base per la produzione del Cognac e dell’Armagnac, probabilmente a seguito del trasferimento del Papa a Avignone nel quattordicesimo secolo. Il Trebbiano toscano è un vitigno caratterizzato più dalla produttività che dalla personalità e, anche grazie alla spiccata acidità che conferisce ai vini, si presta bene all’appassimento, dando la sua massima espressione nel Vin Santo del Chianti. Le alte rese non pregiudicano la qualità come avviene in altre uve e quindi il Trebbiano toscano viene lasciato più o meno libero di crescere, senza potature eccessive. La sua superficie vitata in toscana è addirittura superiore a quella del Sangiovese. I vini del Trebbiano Toscano sono in genere secchi e di elevata acidità, piuttosto anonimi e leggeri e non particolarmente attraenti. Il vitigno viene generalmente vinificato in assemblaggi con altre uve, come ad esempio nel caso del Vin Santo, che riesce ad acquistare aroma grazie alla Malvasia.